Credits: Wikimedia Commons – Radio Studio Delta

Sanremo è appena iniziato e tutti gli appassionati di Pilates, ma anche altri, non possono non aver notato che il Pilates sta pure lì, dentro una canzone. Cantante volutamente irriverente, Ditonellapiaga ha, infatti, elencato nel testo della sua canzone una serie di cliché che oggi sono alla ribalta, rituali sociali o formalità che possono andare un po’ strette, tra autoironia e critica sociale. Tra questi anche il Pilates.

Scelta comprensibile. Oggi il Pilates, ad oltre vent’anni dalla sua diffusione in Italia, è sulla bocca di tutti e sembra che non sei nessuno se non lo pratichi. Se fosse per i suoi tanti benefici non ci sarebbe nulla da ridire, ma questa moda forzata porta purtroppo a proposte di Pilates di scarsa qualità, a deformazioni tra cui lezioni con gruppi numerosi che sviliscono la disciplina e la sua efficacia, ma ancor peggio portano ad una visione distorta del tipo “il Pilates fa male”, se non a danni o infortuni verso chi la pratica.

E allora i professionisti di Pilates si associano alla nota cantante, ma con un obiettivo diverso: che fastidio per tutti quelli che danneggiano l’immagine del Pilates e del suo stesso ideatore, Joseph Hubertus Pilates, che ha creato, in un’incredibile visione pionieristica, una disciplina unica nel suo genere, che può essere praticata da tutti ed in grado di resistere nel tempo per la sua straordinaria ricchezza  di allenamento e campi di applicazione.

Le mode passano, ma il Pilates resta (se non lo roviniamo noi)!