Gina Papalia, fare Pilates con gioia

Interviste

Primo piano sorridente di Gina PapaliaGina Papalia dopo la laurea al Conservatory of Dance at SUNY Purchase con un BFA in danza si è trasferita a New York, dove vive tuttora,  per continuare la sua formazione all’Alvin Ailey American Dance Center e danzare in diverse compagnie tra cui la Dance Theatre of Harlem e l’Ohio Dance Theatre. Mentre proseguiva la sua carriera si è formata con Romana Kryzanowska e Bob Liekens ed è diventata insegnante nel 1996 studiando al Pilates Studio di New York. Nel 2000 ha aperto il suo primo studio. Il suo approccio al Pilates è di tipo classico, fedele al lavoro di Joe Pilates, con un’attitudine gioiosa ed aperta verso la sua clientela. Scopriamo attraverso questa intervista il suo pensiero sul Pilates e la sua esperienza di insegnamento.

Il Pilates e la danza, un binomio inscindibile. Ci puoi raccontare la tua esperienza?

«Il Pilates è stato il collante che ha tenuto assieme il mio corpo e mi ha permesso di continuare a danzare. Ho danzato come professionista fino ai 30 anni e continuo a prendere lezione all’età di 52 anni assieme a ballerine che hanno la metà dei miei anni. Il Pilates mi ha dato stabilità e forza così da poter continuare il sogno di quando ero bambina. Flessibilità ed equilibrio e capacità di fare pirouettes facilmente dato che il mio core è forte e i muscoli sono pronti grazie a questo allenamento».

Che cosa ti ha colpito la prima volta che sei entrata in contatto con il Pilates?

«Quello che mi è piaciuto di più quando ho provato il Pilates per la prima volta è la difficoltà nel connettere il corpo in movimento e la mente. Il corpo è intelligente e furbo e cerca scorciatoie e compromessi quando è messo di fronte alle sfide. Il Contrology è stato creato da Joseph Pilates come disciplina per mente, corpo, respiro e movimento controllato. Mi piacciono le sfide e non dimentichiamo l’infinita gamma di esercizi nel sistema del Pilates classico con i macchinari che è stato creato per noi da esplorare».

Quali sono stati i migliori consigli ricevuti dai tuoi insegnanti Romana Kryzanowska e Bob Liekens?

«Come per Romana, Bob diceva che il Pilates è allungamento, forza e controllo. Inoltre ci chiedeva di usare l’immaginazione per creare un movimento o un momento particolare. La mente non è mai dimenticata nelle sue indicazioni. Credo invece che sia spesso dimenticata nell’insegnamento dei giorni nostri. Con Bob era c’era un rapporto più personale. Ero incinta del mio primo figlio e volevo continuare a fare tutto nelle mie sessioni con lui. Un giorno, mi sono sdraiata a pancia in giù per fare Pulling straps e lui mi ha detto “Non farlo più Gina. Non si tratta solo di te.” Aveva così ragione ed è stato così gentile e chiaro nel dirmelo. Gli sono molto grata. Mi sforzo di essere come i miei mentori, nella loro chiarezza, gentilezza e passione incondizionata per insegnare quello che è stato trasmesso a noi».

Come insegnante e titolare di uno studio di Pilates cosa desideri trasmettere ai tuoi clienti?

«Quello che vorrei passare ai miei clienti è la consapevolezza. La gente non ha idea di dove si trova nello spazio, di come sta in piedi, seduta. Il Contrology affronta proprio questo cosa, quando, come e perché. Innanzitutto devi essere consapevole di queste cose per portare un cambiamento. Poi la consapevolezza porterà al cambiamento».

Il mese prossimo sarai in Italia per la Bob Liekens Conference. Che cosa porteranno a casa gli insegnanti che parteciperanno ai tuoi workshop?

«La gioia del movimento e il movimento. Insegnare è la mia passione, trasmetterlo è una gioia. Cercherò di trasmettere tutto ciò che ho imparato negli ultimi trent’anni, con professionalità e senza condizioni, con gentilezza e qualche risata. Non devi essere un professionista per seguire il mio workshop, devi solo essere curioso e desideroso di conoscere. Non vedo l’ora di vedere i partecipanti e di allenarci assieme».

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